Attività Culturale
Comitato di Firenze

SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI
(sala conferenze, via Gino Capponi 4 – Firenze)
mercoledì 9 giugno, ore 18
presenta
Dianne Hales
LA BELLA LINGUA

partecipano
Giuliano Da Empoli Assessore alla Cultura Comune di Firenze
Domenico De Martino Accademia della Crusca
Portia Prebys Presidente AACUPI
Ludovica Sebregondi Fondazione Palazzo Strozzi
coordina
Gigliola Sacerdoti Mariani Università di Firenze
Mercoledì 9 giugno
(ore 18), il Comitato di Firenze
della Società Dante Alighieri
presenta, presso la sala conferenze della propria sede (via Gino Capponi 4),
il libro
La Bella Lingua.
My love affair with Italian, the
world's most enchanting language
dell’autrice americana Dianne Hales.
Questo libro offre la testimonianza diretta della passione di Dianne Hales,
nota scrittrice e giornalista americana, per l’Italia e la cultura italiana.
Arrivata per la prima volta nel nostro Paese nel 1983, Dianne se ne è
perdutamente innamorata, tanto da trascorrere lunghi periodi in Italia
attraversandola in lungo e in largo, vivendola non da turista ma entrando
nei meccanismi della società e della cultura mediterranea. Per questo si è
reso fondamentale imparare la lingua italiana; ed è stato proprio grazie a
questa necessità che Dianne Hales ha conosciuto il Comitato di Firenze della
Società Dante Alighieri e in particolare una figura di riferimento della
scuola per stranieri, la responsabile didattica Cristina Romanelli.
“Gli italiani dicono che quando si acquisisce una nuova lingua – sottolinea
nel suo libro Dianne Hales – la si
possiede. Nel mio caso, l’italiano si è impossessato di me. Con
l’italiano che mi scorre nelle vene come fosse sangue, vedo senz'altro con
occhi diversi, sento con orecchie diverse e attingo dal mondo con tutti i
miei sensi”.
Dianne Hales si è imbevuta della storia italiana visitando le città più
conosciute (veri e propri musei all’aperto) ma anche i luoghi più segreti
della nostra penisola, alla ricerca di un’Italia nascosta ai turisti più
frettolosi che ignorano le infinite sfumature di una lingua antica e di un
popolo ricco di tradizioni. Il suo libro,
La Bella Lingua (editore Broadway
Books, 2009) offre, infatti, un contributo importante per la conoscenza del
nostro Paese grazie al percorso a ritroso nella lingua italiana con continui
riferimenti alla cultura passata e contemporanea.
Il valore di questo volume è anche testimoniato dal prestigioso parterre che
accoglierà Dianne Hales per la presentazione del suo libro, ospiti e
istituzioni con cui l’autrice ha avuto rapporti di collaborazione e di
amicizia nei suoi soggiorni in Italia: Giuliano Da Empoli
(Assessore alla Cultura Comune di Firenze), Domenico De Martino (Accademia
della Crusca), Portia Prebys (Presidente AACUPI), Ludovica Sebregondi
(Fondazione Palazzo Strozzi); coordina Gigliola Sacerdoti Mariani
(Università di Firenze).
La Bella Lingua
è un prezioso strumento di viaggio per chi non conosce l’Italia – “Non è
solo leggibile e coinvolgente, è ricco di informazioni non facilmente
reperibili nelle guide turistiche” (Julia Conaway Bondanella e Peter
Bondanella) –, è un sincero omaggio a un paese amato –
“Un’affascinante lettera d’amore nei confronti della lingua e della
cultura italiana”, (Publishers Weekly)
–, è una “lezione” di lingua e di stile anche per noi italiani – “Dianne mi
ha insegnato la mia lingua… Che bella
figura, grazie a La Bella Lingua!
Molte grazie, signora Hales” (Beppe Severgnini, giornalista e corripondente
dall’America per il Corriere della
Sera e autore del libro La Bella
Figura, l’Italia spiegata agli americani)… è un libro da non perdere!
Dianne Hales,
oltre che appassionata dell’Italia e della cultura italiana, è giornalista e
scrittrice americana, con all’attivo molti libri, tra cui
Just Like a Woman, Think Thin Be Thin
and Caring for the Mind
(tradotto in italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese,
svedese, coreano); collaboratrice di
Parade, Ladies Home Journal, Working Mother
e American Health e di numerose
testate nazionali, tra cui Family
Circle, Fitness, Glamour, Good Housekeeping, Salute, Mademoiselle, McCall's,
New York Times, Psychology Today, Readers 'Digest, Redbook, Science Digest,
Self, Washington Post, Book World… Per i suoi articoli sulla salute ha,
inoltre, ricevuto numerosi riconoscimenti da importanti associazioni tra i
quali American
Psychiatric Association, American Psychological Association e National Women's
Political Caucus.
CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E/O DIFFUSIONE
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SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI
Comitato di Firenze
“ARTIGIANATO D’AUTORE”
SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI – FIRENZE
(via Gino Capponi 4)
Sabato 29 maggio, dalle ore 15.30 alle ore 20
ORO
& COLORE
Un viaggio nell'arte del restauro di dipinti e opere lignee
Prosegue con un viaggio
nell’arte del restauro di dipinti e opere lignee il percorso proposto dalla
Società Dante Alighieri nelle “eccellenze fiorentine” che affondano la
tradizione nel passato illustre della città di Firenze.
“ARTIGIANATO D’AUTORE” presenta,
sabato 29 maggio
(a partire dalle ore 15.30 e fino alle ore 20),
presso il Chiostro che ospita il comitato di Firenze della Società Dante
Alighieri (via Gino Capponi 4), l’esperienza del
laboratorio-scuola “Oro e Colore”,
che nasce direttamente da una costola della
importante e conosciutissima “bottega” di restauro di opere antiche C.&S.
Martelli, azienda fondata e diretta dal 1982 da Giulio Martelli, che ha
realizzato studi di restauro ed antiquari in tutto il mondo; tra i più
importanti lavori quelli eseguiti per la Galleria degli Uffizi e Palazzo
Pitti.
Oggi i continuatori di questa importante esperienza artigiana, la
figlia Stefania e il nipote Carlo Martelli, non solo operano nel settore del
restauro specialistico, ma hanno fondato una scuola-laboratorio per
tramandare questa arte secolare.
Sabato
29 maggio protagonisti saranno
gli insegnanti di “Oro e colore” che condurranno il visitatore alla scoperta
dell’antica arte del restauro.
Questo il programma di un lungo pomeriggio all’insegna
dell’artigianato d’autore:
-
esposizione di opere antiche restaurate;
-
dimostrazione e prove pratiche di doratura, con approfondimenti affidati
anche alla proiezione di un video sulla storia e sulle tecniche del
restauro;
-
laboratori per approfondire questo viaggio artistico, durante i quali
i partecipanti potranno provare direttamente le tecniche di restauro e
doratura (tre gli appuntamenti previsti: 16.00 – 17.00 – 18.00).
C.&S.
Martelli
realizza studi di restauro ed antiquari in ogni parte del mondo;
tra i restauri più complessi e di grande importanza storica si segnalano: la
facciata in legno intagliata e dorata della macchina armonica del XVI secolo
nella Chiesa di Santa Trinita di Firenze; il Carro del Fuoco per il Comune
di Firenze; tutte le decorazioni dei palchi e degli arredi dorati del Teatro
Verdi di Pisa; la Croce Giottesca della Chiesa di San Felice di Firenze;
quadri esposti presso gli Uffizi: Tiziano (Ritratto
di Caterina Cornaro), Botticelli (predella della
Pala di San Barnaba, cornice del dipinto
Adorazione dei Magi), Leonardo Da Vinci (cornice del dipinto
Adorazione), Pontormo (cornice in
oro de La cena di Emmaus),
Caravaggio (cornice in legno dorato della
Liberazione di S. Pietro), Rubens
(cornici monumentali in legno dorato della
Liberazione di Enrico IV alla
battaglia e L’ingresso trionfale),
Tintoretto (cornice in oro del
Ritratto di Gentiluomo); opere in vetro di Murano e legno del XV secolo
conservati presso Palazzo Pitti.
La scuola-laboratorio Oro e
colore
– situata nel cuore
della Firenze artigiana, a pochi metri dal Ponte Vecchio, dove si respira
l'atmosfera degli antichi ambienti di arti e mestieri – nasce per consentire
a tutti di apprendere i fondamenti dell'arte del restauro di dipinti e opere
lignee.
I corsi – costituiti soprattutto
da esercitazioni pratiche in laboratorio – sono sulla doratura e restauro di
opere dorate, sul restauro di dipinti e sulle tecniche di intaglio del
legno.
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TITIVILLUS MOSTRE EDITORIA
COMITATO DI FIRENZE DELLA SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI
presentano il libro
Compagnia Verdastro della Monica
La Pinacoteca Teatrale
1999-2009
dieci anni di teatro, musica e scrittura
a cura di Massimo Verdastro

presenta
Luca Scarlini
sono presenti
Massimo Verdastro, Francesca Della Monica
Anna di Maggio,
Stefania Battaglia, Charlotte Delaporte
e gli attori del Progetto Satyricon
La cantante Francesca della Monica e l’attore e regista Massimo Verdastro
creano nel 1999, la Compagnia a loro intitolata. Questo libro, curato da
Massimo Verdastro con la collaborazione di Olga Macaluso e Mascha Bom,
documenta dieci anni di intenso lavoro fra teatro, musica e scrittura e si
avvale, oltre che della presentazione di Luca Scarlini, di testimonianze ed
articoli di scrittori, studiosi e critici, e di una galleria di immagini di
importanti fotografi.
La presentazione del libro precede
di poche settimane il debutto (Cascina,
mercoledì 2 giugno nell’ambito del Festval Metamorfosi, La Città del Teatro)
del
nuovo spettacolo ideato e diretto da Massimo Verdastro, Progetto Satyricon.
1° Capitolo:
Satyricon 2000: tra scuola e bordello
di Marco Palladini. 2°
Capitolo: Quartilla
di Letizia Russo.
Liberamente ispirati al Satyricon
di Petronio Arbitro. Elaborazione drammaturgia di Luca Scarlini e Massimo
Verdastro.
Scrive Massimo Verdastro su
Progetto Satyricon: “Dopo la messinscena del capitolo
La pinacoteca di Eumolpo su drammaturgia di
Antonio Tarantino con il prologo La guardiana, scritto da Luca
Scarlini, il Progetto Satyricon continua il suo cammino con la
realizzazione di un nuovo spettacolo che comprende due capitoli scritti da
Marco Palladini e Letizia Russo… Questo spettacolo, è il risultato di un
intenso lavoro che ha visto impegnati nove attori, quasi tutti provenienti
dall’esperienza precedente, che con passione hanno prima recepito
l’attualità sorprendente del romanzo antico e dopo incarnato le diverse
materie verbali degli autori chiamati a far rivivere teatralmente le pagine
di Petronio. Un lavoro che ci ha messo in stretto contatto con coloro che
scrivono il teatro, i quali questa volta hanno scritto su invito di chi il
teatro lo pratica costantemente. E questo ha permesso una relazione viva,
sempre incentrata sul confronto e sulle necessità che si creano tra attore e
autore”.
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Fuori Collana n.0
Compagnia Verdastro della Monica
La pinacoteca
teatrale. 1999-2009 dieci anni di teatro, musica e scrittura
a cura di Massimo Verdastro
Titivillus, gennaio 2010; l x h: 24 x 22,5; CONFEZIONE rilegato in brossura;
COPERTINA patinata lucida, quadricromia; INTERNO quadricromia; 2010, pp.
104, Euro 18.00 - ISBN: 978-88-7218-282-6
Per
informazioni
Società Dante
Alighieri
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www.dantealighieri.it - Tel.
+39-055 2478981 - Fax: +39-055 2264682
Anna Di Maggio - Associazione Culturale Teatrino dei Fondi/Titivillus
via Zara, 58 56024 Corazzano (PI) - Tel. 0571 462825-35 - Fax 0571 462700
SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI
Comitato di Firenze
“All’improvviso Dante, 100 Canti per Firenze”
SOCIETÀ
DANTE ALIGHIERI
presenta
CORTILE DI
PALAZZO STROZZI
Sabato
15 Maggio, ore 16.30 prima
lettura
(repliche alle 16.50 e alle 17.10)
FRANCESCO
RECAMI
legge il XIV canto dell’Inferno
La sede del Comitato di Firenze della Società Dante Alighieri partecipa anche quest’anno alla lettura della Divina Commedia con uno straordinario protagonista della cultura fiorentina, lo scrittore Francesco Recami, che sabato 15 maggio prossimo nel suggestivo cortile di Palazzo Strozzi declamerà i versi del XIV Canto dell’Inferno (ore 16.30 prima lettura e repliche alle 16.50 e 17.10, ingresso libero).
Il Canto XIV
- ambientato all’alba del 9 aprile 1300, o
secondo altri commentatori del 26 marzo 1300 (Sabato Santo)
–
si svolge nel terzo girone del settimo cerchio,
ove sono puniti i violenti contro Dio, natura e arte, come scrive
lo stesso Poeta nell’incipit: “Canto XIV, ove tratta de
la qualità del terzo girone, contento nel settimo circulo; e quivi si
puniscono coloro che fanno forza ne la deitade, negando e bestemmiando
quella; e nomina qui spezialmente il re Capaneo scelleratissimo in
questo preditto peccato”.
Francesco Recami darà voce e corpo al viaggio metafisico di Dante attraverso una doppia
percezione: quella dell’uomo che vive Firenze e quella dello scrittore
che osserva e descrive con spietata lucidità la sua città. Una lettura
che per queste caratteristiche non sarà indulgente o accattivante,
proprio come suggerisce Vittorio Sermonti, dantista per eccellenza:
“per leggere Dante ci vuole uno scrittore… Dante è duro e severo e ci
vuole durezza e severità per capirlo. È un’operazione delicatissima,
che non si può fare alla buona”.

Lo scrittore Francesco Recami
La sua lettura dei versi dell’Inferno
sarà un omaggio al Sommo Poeta che tanto ha contribuito alla bellezza
della poesia: “non sono abbastanza presuntuoso da confrontarmi con
l'opera di Dante - spiega Recami - ma ogni occasione di leggere e
rileggere Dante non sarà mai di troppo. Io ho avuto modo per lavoro di
leggere tutta la Commedia, più volte, e sempre si
rimane sbigottiti, ed enormemente arricchiti. Come scrittore leggere
Dante può anche essere frustrante: mi viene da pensare ‘ma io le mie
mediocrità che le scrivo a fare’?”.
Un incontro, quello fra
Recami e Dante, sul fil rouge dell’amore per Firenze;
una città che nell’ultimo romanzo Prenditi cura di me
(Sellerio 2010, candidato al Premio Strega) è "malata" e stenta a
riconoscersi nello splendore del passato, ma anche quella che descrive
Dante è una città piena di contraddizioni e problematiche: “il rapporto
di Firenze con Dante notoriamente non depone a favore di Firenze, ed è
molto opportuno che la città tenti di farsi perdonare – sottolinea
Recami con tono volutamente provocatorio – ad alcuni piace pensare che
non ci sia molta differenza fra la Firenze di allora e quella di oggi:
litigiosità, botteghe e banche… ma c'è una differenza essenziale fra
queste epoche: Dante è precedente alla fase di massimo splendore di
Firenze, noi la seguiamo invece di qualche secolo, tentiamo di
conservarne le vestigia, ma la città ha perso ogni primato, artistico,
culturale, accademico. È una città allo stadio senile, con un bel
gruzzoletto in banca”.
Il contributo della Società Dante Alighieri alla
manifestazione è dunque un prezioso cameo: “affronterò la lettura del XIV canto dell'Inferno – conclude
Recami – come un lettore normalissimo, pianamente e senza abbellimenti
di recitazione. Credo che il canto parli da solo. Unica particolarità,
e che non saprei neanche evitare, è il mio accento fiorentino”.
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Francesco Recami
è nato a Firenze nel 1956 dove vive e lavora.
Consulente editoriale, editor eclettico, è autore di testi divulgativi,
libri scolastici (antologie di italiano), gialli per ragazzi e guide di
montagna. Con la casa editrice Sellerio ha pubblicato L’errore
di Platini ( 2006), Il
correttore di bozze (2007),
Il superstizioso (2008,
finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva
Maigret (2009, per questo romanzo gli è stato conferito lo
scorso dicembre il premio “Scrittore toscano dell’anno”) e Prenditi cura di me (2010).
Laureato in filosofia antica, ha vissuto per alcuni anni negli Emirati
Arabi, occupandosi di arredamenti. È sposato dal 1987 con Emanuela,
progettista di tessuti d'arte, e ha due figli, Olmo e Teresa, entrambi
liceali. Non ha hobby stabili, ad eccezione della passione per la
lettura e per la montagna.
Prenditi cura di me, (libro candidato al
Premio Strega 2010) è un romanzo forte dai toni scuri in cui: “Recami
torna alla vena di pessimismo (e di radicalismo) sociale de L’errore di Platini.
Rappresenta la vita dei nuovi miserabili della nostra epoca: una classe
diffusa, discorde, priva, ancor più che dei beni materiali, di ogni
coscienza di sé; a cui è negata ogni possibile ricerca della felicità
dalla prigione di un anonimato di esistenze molecolari ma
illusoriamente convinte ad arte di essere anche uniche. Con una
scrittura di un’oggettività inquietante, senza introspezioni, né
compassione; e ha la forza di vincolare il lettore dentro una tragedia
del quotidiano e di sollevarlo alla fine in una strana liberazione”.
CON
PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E/O DIFFUSIONE
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SOCIETÀ
DANTE ALIGHIERI – COMITATO DI FIRENZE
Via Gino
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L’iniziativa, promossa dal Comitato fiorentino della Società Dante Alighieri, è in programma mercoledì 12 maggio e sarà tenuta dalla dott.ssa Cristina Romanelli
Il prossimo 12 maggio - nell’ambito del Progetto Europeo Grundtvig D.A.N.T.E. (Dante Alighieri Network Through Europe) - il Comitato di Firenze della Società Dante Alighieri organizzerà un laboratorio di Storia della Lingua Italiana, dal titolo “La nascita e lo sviluppo della lingua italiana dal latino ai tempi nostri. I padri della lingua italiana: Dante, Petrarca, Boccaccio e Manzoni”. Il laboratorio, della durata di tre ore, sarà tenuto dalla dott.ssa Cristina Romanelli e nasce - oltre che dall’esperienza come insegnante e Responsabile Didattica - dal ruolo di guida nel 2003 in occasione della mostra sulla lingua italiana Dove il sì suona presso la Galleria degli Uffizi.

La
sede della "Dante" di Firenze
Titolare del Progetto D.A.N.T.E. l’Associazione CULTER di Firenze che si è avvalsa, fra le altre, della collaborazione della Sede Centrale di Roma della Società Dante Alighieri per dare diffusione del progetto all’estero. Il contesto vuole condividere e approfondire l’inesauribile tradizione della Divina Commedia di Dante, non solo come testimonianza fondamentale della letteratura italiana ma anche come eredità culturale dell’intera Europa.
La settimana dal 9 al 16 maggio sarà un’occasione straordinaria di promozione della letteratura attraverso un’esperienza collettiva che vedrà coinvolti anche 20 studenti borsisti, provenienti da diversi Paesi europei. A loro saranno dedicati laboratori teatrali, seminari sulla Divina Commedia, letture dantesche, visite alle Istituzioni fiorentine intitolate al Divino Poeta, visita alla Galleria degli Uffizi. E per quanto riguarda la lingua italiana, un laboratorio di storia della lingua e la visita alla Villa Medicea di Castello, sede della prestigiosa Accademia della Crusca.
Il Progetto culminerà, il 15 maggio 2010, con la partecipazione dei borsisti all’evento “All’improvviso Dante, 100 canti per Firenze”, giunto alla sua V edizione. Nel corso di un pomeriggio prenderà vita la lettura simultanea dei canti dell’intera Divina Commedia nelle piazze e nei luoghi più suggestivi di Firenze. Centinaia di cantori - diversi per provenienza, età e formazione - si cimenteranno con la lettura dei canti dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, dando luogo a un avvenimento di carattere popolare e di grande valenza culturale che rende contemporanea la Divina Commedia di Dante, simbolo della nostra avventura umana.
SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI
Comitato di Firenze
“ARTIGIANATO D’AUTORE”
SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI – FIRENZE
(via Gino Capponi 4)
Sabato 17 aprile, dalle ore 15 alle ore 23
I MOSAICI DEI MAESTRI
BRUNO E IACOPO LASTRUCCI
Percorso storico-artistico dei mosaici a tecnica fiorentina
dimostrazione pratica di realizzazione e restauro
Per il
2010 il comitato di Firenze della Società Dante Alighieri ha scelto di
presentare una kermesse di eventi che dall’arte alla musica, dalla
letteratura allo spettacolo, dalla moda all’artigianato, richiamino il
passato illustre della città rivissuto attraverso “eccellenze
fiorentine” contemporanee.
“ARTIGIANATO D’AUTORE” si propone di essere un ponte tra passato e
futuro attraverso incontri, spettacoli, tavole rotonde, mostre,
laboratori e momenti di riflessione con studiosi ed esperti. Tanti i
temi che verranno affrontati nei prossimi mesi, per celebrare
eccellenze antiche e moderne.
L’evento di apertura, sabato
17 aprile (a partire dalle ore 15 e fino
alle ore 23), presso il
Chiostro che ospita il comitato di Firenze dlla Società Dante Alighieri (via Gino
Capponi 4), è l’esposizione dei mosaici realizzati a tecnica
fiorentina dai Maestri mosaicisti Iacopo e Bruno Lastrucci, una
realtà fiorentina che travalica i confini nazionali, vanto della più
antica e illustre tradizione dei mosaicisti fiorentini. Un’occasione
unica per scoprire un mondo di arte e tradizione in cui la magia dei
colori e delle tecniche antiche si sposa felicemente con un prodotto di
alta qualità.

Le opere
esposte sabato 17 aprile sono raggruppate in tre canali tematici:
- il
mosaico fiorentino dell'800, e del precedente periodo mediceo, con
opere d'arte dell'epoca;
- il mosaico
fiorentino contemporaneo, che propone una serie di soggetti
classici in mosaico;
- arte
moderna e mosaico fiorentino ( la Scuola del Mosaico 'Montici' e la
ricerca figurativa di Richard Almond Blow, Bruno Lastrucci, Luciano
Schifano e Iacopo Lastrucci).
Durante
l'esposizione saranno anche mostrate dal vivo le tecniche per la
realizzazione dei mosaici fiorentini utilizzate sin dal '500, che
tuttora vengono applicate integralmente presso lo Studio Musivo
Lastrucci di Firenze.
La Storia
Firenze fu il luogo nel quale sin dal '500
nacque la particolare lavorazione artistica delle pietre dure e semi
preziose detta "commesso fiorentino". La famiglia Medici fu grande
promotrice di questa nuova arte dell'epoca, che al concetto di mosaico
tradizionale sullo stile romanico aggiungeva la difficoltà e la
bellezza dell'intarsio continuo di pietre, arrivando a creare opere
d'arte assai simili ad un vero e proprio dipinto. L'unicità del luogo
di origine ha reso difficile nel corso dei secoli il tentativo di
copiare tale tecnica artistica, dato che i grandi maestri del commesso
fiorentino raramente si sono allontanati da Firenze per fondare altrove
scuole del mosaico a tecnica fiorentina.
Il
laboratorio artistico dei
Maestri Iacopo e Bruno Lastrucci
Occupa
interamente i locali dell'antico Spedale di San Francesco de' Macci in Firenze,
situato nella via omonima, a pochi passi dalla famosa basilica di Santa
Croce (l'immobile di epoca medievale venne costruito nel 1335, ed al
suo interno per vari secoli è stato collocato il celebre dipinto di
Andrea del Sarto della "Madonna delle Arpie", poi diventata patrimonio
della Galleria degli Uffizi).
La
lavorazione di ogni mosaico è eseguita presso il laboratorio seguendo
completamente il metodo tradizionale, cosa che permette, mantenendosi
la genuinità della tecnica, di far esaltare in modo pieno il colore
naturale di ogni pietra.
Entrare
nello Studio
Musivo Lastrucci
è come un salto nel
Rinascimento:
stupisce sia la qualità delle produzioni artistiche a tutt'oggi
realizzate, sia l'essere guidati all'interno del piccolo e antico
Spedale nella visita alla galleria privata di mosaici della collezione
Lastrucci.
![]() |
![]() Il Maestro Iacopo Lastrucci
|
Bruno Lastrucci
Uno
dei grandi
artisti
del mosaico fiorentino. Assieme al figlio Iacopo, Bruno Lastrucci
rappresenta infatti una realtà a se stante nel panorama mondiale del
mosaico fiorentino. Il “segreto” che riassume l’idea artistica di
Iacopo e Bruno Lastrucci, e che spiega il loro carisma nel mondo del
mosaico, è contenuto nella parola "Montici".
Santa
Margherita a Montici è una elegante zona collinare della città di
Firenze, dove nel 1927
Richard Almond Blow,
artista americano, decise di acquistare villa “Piazza Calda” per
impiantare un laboratorio d'arte del mosaico, la Scuola
Montici
(dal nome dell’omonima zona). Qui Bruno Lastrucci iniziò la sua
esperienza che durò molti anni durante i quali fece incontri importanti
per il suo lavoro, come quello con il pittore Luciano Schifano.
La
Scuola del Mosaico Montici rilanciò da subito la ricerca figurativa,
andando a colmare un vuoto nell'evoluzione musiva che durava da molti
anni dato che l'ultimo significativo balzo in avanti dal punto di vista
pittorico era considerata la produzione artistica di Giovanni
Montelatici, il quale nei primi anni del '900 aveva aperto un
laboratorio del mosaico attraverso cui aveva tentato, con successo e
per la prima volta nella storia del commesso fiorentino, la
raffigurazione di volti umani utilizzando pietre a colori naturali.
Dalla Scuola Montici nacquero opere che si richiamavano ai grandi
pittori contemporanei della scena mondiale del momento, opere in pietra
inedite che troveranno posto anche in famosi musei di arte
contemporanea.
In
parallelo alla fase 'Montici', Lastrucci sviluppa anche uno stretto
rapporto con il mondo del
mosaico classico:
collabora fino al 1968 con il maestro Fiaschi,
e con il maestro
Nenci,
il primo direttore artistico della Scuola Montici.
Alla
fine degli anni sessanta Bruno Lastrucci dà vita al ritratto
in pietra
di Joseph Lizzadro, opera in esposizione permanente al Lizzadro
Lapidary Art Museum,
nonchè ad altre importanti opere d'arte oggi inserite in prestigiose
collezioni private.
CON
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