Le Origini
L'atto di nascita della Società è fissato al luglio 1889. Le origini sono fatte risalire dagli storici a due lettere. La prima è una nota diplomatica diretta al capo del Governo, Camillo Benso di Cavour, dal Console Generale d'Italia di Alessandria d'Egitto, sulla urgente necessità di istituire scuole italiane all'estero. Il capo del Governo annotò tale documento e lo trasmise al Ministro della Pubblica Istruzione, Francesco De Sanctis. Il De Sanctis chiese parere a Pasquale Villari, che divenne poi il secondo presidente della Società Dante Alighieri dopo Ruggiero Bonghi; e il Villari così scrisse: "Sembra cosa di massima importanza e atto di savia politica istituire scuole italiane non solamente in Egitto, ma in tutti i paesi dell'estero".

La seconda lettera è quella indirizzata, il 21 novembre 1888, a Carducci dal
triestino Giacomo Venezian. Tale documento suggeriva "... di guardare le cose
dall'alto, nel senso di considerare l'italianità di
Trieste come uno strumento per rafforzare negli italiani la coscienza di nazione
e cioè la coscienza dei doveri di nazione, un momento etico e educativo.
Infatti, operando per salvaguardare l'italianità oltre i
confini nazionali, si opera per salvaguardarla entro i confini della patria...".
Carducci raccolse la proposta e si adoperò per realizzare tempestivamente la
costituzione di una Società intitolata a Dante Allighieri, con due "l" come egli
amava scrivere, per la tutela e la
diffusione della lingua e della cultura italiane; e lanciò agli italiani il
manifesto per invitarli ad aderire alla nuova Società. Il manifesto fu firmato
dai responsabili della cultura e della politica dell'Italia del tempo. Firmarono
laici e cattolici, monarchici e repubblicani, conservatori e progressisti. Fu
una delle poche occasioni nelle quali gli italiani seppero far tacere le loro
divisioni e la loro faziosità.

